Il Mondo del Tabacco

Nuova star del cinema: il tabacco debutta sul grande schermo!


Jack Nicholson

Il cinema dei fumatori

Più dei produttori di tabacco, più delle multinazionali le quali spendono miliardi in pubblicità pro-fumo, più di coloro che ancora si fanno abbindolare dalle finte promesse di piacere che una sigaretta giura di offrire, la colpa di quel flagello sociale il quale va sotto il nome di tabagismo è da attribuire a lui, il cinema. Il cinema classico americano ha insegnato a tante generazioni che fumare prima di un bacio appassionato come quello tra Barbara Stanwyck e Paul Douglas in “La confessione della signora Doyle” è proprio quel che ci vuole. Grazie a questo esempio possiamo vedere come il tabacco, attraverso il cinema, influenzi prepotentemente ogni azione della nostra vita quotidiana. Nel mondo del cinema esistono dei personaggi i quali sono diventati iconici, spesso grazie/a causa della sigaretta in bocca. Come non citare Uma Thurman in “Pulp Fiction”, Raoul Duke alias Johnny Depp in “Paura e Deliro a Las Vegas”, passando per James Dean in “Gioventù bruciata” e Marcello Mastroianni in “Una giornata particolare”. Questi sono solo alcuni nomi di celebri attori del mondo cinematografico i quali hanno prestato la loro immagine per sponsorizzare l’uso e il consumo del tabacco. Negli ultimi anni si fuma in meno film fra quelli al top del box office, ma in compenso sono aumentate di oltre il 70% le scene in cui sono coinvolte le sigarette nei film in cui appaiono. Lo afferma un rapporto pubblicato sull'ultimo numero del bollettino del Centers for disease control (Cdc) statunitense, che propone per le pellicole dove si fuma di vietare la visione ai minori non accompagnati. Secondo lo studio tra i primi 143 film per spettatori negli Usa nel 2016, 59 (il 41%), conteneva scene legate al fumo in leggera discesa rispetto al 45% del 2010. Il numero assoluto di 'tobacco incidents', cioè di scene dove si mostra o si parla di sigarette e affini è però passato da 1,824 a 3,145, con un aumento del 72%. "La descrizione dell'uso di tabacco ormai è poco comune nei film per bambini - sottolineano gli autori - ma l'aumento del 43% dei 'tobacco incidents' in quelli vietati ai minori di 13 anni è particolarmente preoccupante da un punto di vista di salute pubblica, a causa della dimostrata relazione causale tra l'esposizione dei giovani al fumo nei film e la loro decisione di iniziare a fumare". Tra le soluzioni proposte ci sono il divieto di visione ai minori non accompagnati dei film dove appaiono le sigarette, la richiesta alle case produttrici di dichiarare se ricevono compensi dalle industrie del tabacco e il rifiuto dei sussidi ai film da parte degli istituti locali per le pellicole con scene in cui si fuma. Avete sicuramente sentito della proposta, ripresa anche del Ministro Lorenzin, e formulata dal Codacons e da alcuni oncologi, di limitare o addirittura vietare l’uso di sigarette e del fumo in generale nei film italiani. Al grido di “l’espressione artistica deve rimanere libera” numerosi attori, registi, sceneggiatori e scrittori si sono fatti sentire in nome del cinema per lasciarlo libero da normative come potrebbe essere questa sul divieto di fumo. A mio modestissimo parere stiamo parlando di soluzioni utopiche, difficilmente potranno esser messe in atto, ciò non vuol dire che non bisogna combattere questo modo di pubblicizzare il consumo del tabacco,ma semplicemente cercare di creare delle campagne pubblicitarie che allo stesso tempo rendano cosciente il pubblico degli effetti nocivi che il tabacco provoca nel tempo al nostro corpo.